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Motore a quattro tempi
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I motori a quattro tempi, sono i motori termici comunemente usati nelle automobili; esistono vari tipi di motori a quattro tempi, in grado di bruciare molti tipi di combustibili fossili o naturali, come benzina, gasolio, metano, GPL, etanolo, E85 ed E95.
Introduzione [modifica]Questo tipo di motore oltre che nelle automobili, sono di larga diffusione sulle motociclette e più recentemente sugli scooter, anche a causa delle norme antinquinamento che penalizzano i motori a due tempi e li rendono costosi, per via delle soluzioni che devono adottare per abbattere l'inquinamento che producono. Il termine "a 4 tempi" deriva dal fatto che la combustione avviene per quattro passaggi successivi:
Storia [modifica]Il quattro tempi è stato primo motore brevettato da Eugenio Barsanti e Felice Matteucci nel 1854, seguita da un primo prototipo nel 1860, inoltre è stato concettualizzato dall'ingegnere francese Alphonse Beau de Rochas nel 1862. Tuttavia l'ingegnere tedesco Otto Nicolaus, in collaborazione con Gottlieb Daimler e Wilhelm Maybach, è stato il primo a sviluppare un funzionamento a quattro tempi, nel 1876, ed è per questo che i quattro tempi principio oggi è comunemente noto come il ciclo Otto. Funzionamento/fasi del ciclo [modifica]
Il ciclo termodinamico del motore a quattro tempi, come noto, si sviluppa completamente in due rotazioni dell'albero motore, questo avviene perché il pistone svolge una doppia funzione, come meglio spiegato qui di seguito. Aspirazione [modifica]Nei motori ad accensione comandata le valvole di aspirazione si aprono per consentire l'ingresso della carica, che nei motori ad iniezione diretta è solo comburente (tipicamente aria) mentre per i motori ad iniezione indiretta o a carburatori consiste nella miscela preformata di combustibile-comburente. Il pistone scende dal punto morto superiore (PMS) al punto morto inferiore (PMI), durante questo tragitto la biella compie 1 corsa e la manovella ruota di 180°. Scendendo creano una forte depressione nella camera di combustione; grazie a questa depressione e all'inserimento di carburante da parte di un iniettore, la camera si riempie della quantità di carburante calcolata dalla centralina elettronica sulla base della pressione sul pedale dell'acceleratore. Per i motori diesel si ha solo l'aspirazione d'aria e l'iniezione diretta.
Compressione [modifica]Le valvole di aspirazione si chiudono e il pistone risale dal PMI al PMS, comprimendo l'aria o la miscela all'interno della camera di combustione spendendo lavoro. Nei motori diesel viene compressa aria e le pressioni raggiunte al termine di questa fase sono maggiori rispetto a quelle dei motori ad accensione comandata. L'elevata temperatura incendia il combustibile iniettato alla fine della fase di compressione.
Accensione ed Espansione [modifica]Sfruttamento dell'energia sviluppata dalla combustione
Motori ad accensione comandata [modifica]Nei motori ad accensione comandata un sistema elettronico rileva la posizione del pistone; quando è nella posizione desiderata dalla candela, viene scoccata una scintilla ed inizia la combustione. È importante sottolineare come in questa fase non avvenga uno scoppio (come si usa erroneamente dire), bensì una combustione. All'interno di un motore la combustione deve avvenire con la maggiore velocità possibile senza però dare luogo ad un'esplosione perché le parti meccaniche sarebbero soggette ad un'usura che supera abbondantemente i parametri progettuali e porta rapidamente alla rottura meccanica. Motori ad accensione spontanea [modifica]Nei motori ad accensione spontanea come i diesel, la combustione del combustibile iniettato alla fine della fase di compressione avviene spontaneamente a causa dell'elevata temperatura e pressione che si formano al termine della compressione. Dopo la rapidissima combustione, all'interno della camera si sono formati dei gas ad altissima pressione e temperatura che hanno una grande entalpia. La miscela di gas caldi, compiendo lavoro sul pistone, lo spinge fino al PMI. Poiché tutti i pistoni sono collegati tra loro attraverso l'albero motore, mentre uno sale un altro scende, e il meccanismo va avanti. Scarico [modifica]La/e valvola/e di scarico si aprono prima che il pistone arrivi al PMI questa fase si chiama "Scarico libero", sceso al PMI risale spinto dal movimento degli altri pistoni o per effetto delle masse volaniche nei motori monocilindrici "Scarico forzato", espellendo i gas provocati dalla combustione attraverso l'apertura delle valvole di scarico, che fanno evacuare il gas combusto dal cilindro, preparandolo ad un nuovo ciclo, mentre i residui della combustione vengono immessi nel collettore di scarico, collegato all'impianto di scarico, costituito dalla marmitta catalitica, dal silenziatore e in alcuni casi , come nel motore diesel, anche dal filtro attivo antiparticolato, filtrando i gas e scaricandoli nell'aria.
Accorgimenti [modifica]Nei motori a quattro tempi ci sono degli accorgimenti per migliorare la funzionalità delle varie fasi e del rendimento globale del motore:
Controlli [modifica]Tali motori richiedono di tanto in tanto dei controlli dei vari liquidi, come ad esempio l'olio motore, che va controllato con l'asta dell'olio, mentre la spia dell'olio serve solo a indicare la mancata pressione dello stesso, inoltre va controllato anche il livello dell'acqua del radiatore e dei tergicristalli nel caso di autovetture, camion o simili. |
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